Biblioteche pubbliche e collezioni durante l’emergenza sanitaria: esperienze e (nuove) consapevolezze da cui ripartire

Pubblichiamo la parte introduttiva dell'articolo di Sara Dinotola, biblioteca di Bolzano, su Biblioteche oggi di luglio-agosto 2020 con un'analisi sulle strategie di sviluppo e promozione delle collezioni messe in atto dai bibliotecari durante il lockdown e sulle consapevolezze da ricavare da questa esperienza per ripartire al meglio.

In concomitanza con l’aggravarsi dell’emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del Covid-19, si è sviluppato in ambito bibliotecario un partecipato dibattito professionale a livello nazionale e internazionale che ha messo in evidenza diverse questioni. Ad esempio, si è discusso sulla funzione delle biblioteche di tutte le tipologie nel contrastare le fake news e nel proporre una selezione di fonti attendibili sul Coronavirus, oppure sulla riorganizzazione dei servizi durante la chiusura di tali istituzioni e poi al momento della riapertura al pubblico. Il presente contributo, invece, intende soffermarsi in modo specifico sul binomio biblioteche pubbliche-collezioni nel corso dell’emergenza sanitaria: quali strategie per lo sviluppo e per la promozione delle collezioni sono state adottate dalle biblioteche pubbliche italiane durante la chiusura obbligata? Quali spunti di riflessione potrebbero essere tratti da queste esperienze?

Come si vedrà, si è assistito negli ultimi mesi all’accelerazione del processo, in corso da tempo, che sta portando all’ampliamento del concetto stesso di collezione e delle attività connesse con la sua gestione. Tale ampliamento, che comporta anche l’affiancamento di principi nuovi per lo sviluppo e per la gestione delle raccolte a quelli tradizionali, può essere determinante per permettere alle collezioni di svolgere un ruolo strategico finalizzato al rilancio delle biblioteche pubbliche nella società contemporanea.

Nella fase del lockdown i bibliotecari si sono trovati di fronte all’impossibilità di basare i servizi, oltre che sugli spazi e sul contatto diretto con gli utenti, sulle collezioni fisiche. Ciò è stato, soprattutto all’inizio, motivo di preoccupazione, se si considera che i libri cartacei in primis, ma anche i quotidiani, i periodici e gli altri documenti come dvd, cd musicali e audiolibri costituiscono ancora il nucleo centrale delle raccolte nelle biblioteche di pubblica lettura, sia in termini di consistenza sia di budget impiegato in fase di sviluppo.

Non va dimenticato che alcune biblioteche durante il periodo di chiusura al pubblico hanno sperimentato la fornitura a domicilio dei propri libri cartacei e delle altre risorse su supporti fisici, ma senza dubbio il cuore delle attività di sviluppo, mediazione e promozione delle raccolte si è spostato, in questo frangente, verso il digitale. Infatti, se da un lato, per ovvi motivi, è stato necessario distogliere lo sguardo dalle collezioni fisiche tradizionali dall’altro questa situazione di emergenza ha dato l’impulso all’attuazione di una serie di strategie che non rappresentano una novità assoluta in termini generali, ma che ora vengono attuate – tutte o in parte da un numero crescente di biblioteche, spinte dalla necessità di raggiungere comunque la propria utenza e, possibilmente, di ampliarla, sfruttando le potenzialità offerte dal digitale. In particolare, gli ambiti su cui si è concentrato il lavoro sono tre e riguardano, rispettivamente, le risorse elettroniche sottoscritte, la concretizzazione del concetto di biblioteca come “finestra” sul mondo e di quello di biblioteca come soggetto che crea contenuti, spesso in collaborazione con i membri della comunità di riferimento.

...to be continued

 


Pubblicato in CONOSCENZE il 06/08/2020

Tags: BIBLIOTECHE, BIBLIOTECHE OGGI, COLLEZIONI, COVID-19

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