Accesso ai mondi narrativi

L’alleanza tra gli editori e l'industria cinematografica

Già nel 2006 Henry Jenkins in Cultura convergente sottolineava l’importanza di concentrare l’attenzione su quella che lui definiva Narrazione transmediale, una forma di narrativa capace di muoversi attraverso diversi media integrando l’esperienza dell’utente, veicolando nuove informazioni per lo sviluppo della storia e la comprensione del mondo narrativo. Il lettore (o lo spettatore) non è più passivo, ma soggetto attivo e socialmente connesso capace di alimentare quella che gli studiosi del settore chiamano Cultura popolare e che spinge il mercato e le imprese a ripensare le logiche di marketing. Jenkins citava esempi emblematici come Star Wars e Harry Potter, capaci di creare una vera e propria galassia in continua espansione in grado di sfruttare le enormi potenzialità del mondo narrativo entro il quale si svolge la storia e l’affiliazione di fan di diverse generazioni.

Il grande vantaggio della narrazione transmediale consiste nel fatto che la storia può intercettare diverse tipologie di consumatore (lettori, appassionati di cinema, serie tv dipendenti) e sfrutta il desiderio di proseguire la visione di ciò che si è appena smesso di vedere o il desiderio di vivere la storia da un’altra prospettiva, cosa che spinge il consumatore a ricorrere anche ad altre tipologie di media o piattaforma tecnologica.

 

Dall’Osservatorio sulla lettura e i consumi culturali promosso dell’AIB e realizzato da Pepe Research, con le prime rilevazione del 2019 emerge chiaramente come gli accessi ai mondi narrativi siano diventati estremamente vari.

                                

 

Il primato straordinariamente è delle serie Tv (sia delle piattaforme in chiaro che quelle a pagamento); seguono i libri in forma cartacea e digitale e i social (blog, community ecc.). Significativa la presenza anche di nuovi media come i videogiochi e Youtube.

I dati parlano di una nuova tendenza che sta già impattando il settore dell’editoria spingendo le case editrici a considerare come nuovi interlocutori anche i grandi megaplayer come Netflix e Amazon, stringendo un’alleanza che consenta una fase di integrazione: dal libro si prende ispirazione per i film e le serie tv, ma anche viceversa con la novellizzazione di serie tv, film e trasmissioni d’intrattenimento.

L’alleanza è vantaggiosa per il mondo dell’editoria per diversi motivi in particolare perchè permette di esportare il proprio contenuto all’estero e su altre piattaforme raggiungendo un numero maggiore di consumatori; dato confermato anche dall’indagine La serialità televisiva, la lettura e l’acquisto di libro a cura di AIE e IE, con lo studio dell’andamento delle vendite di otto titoli da cui sono state tratte delle serie televisive. Tutti i titoli analizzati sembrano confermare come in prossimità dell’uscita di una nuova stagione ci sia un’impennata significativa degli acquisti che si mantiene anche per un certo periodo dopo l’uscita del finale di stagione. Interessante soprattutto il fatto che alcuni fenomeni librari in realtà sono diventati tali solo dopo l’uscita della serie TV: si veda per esempio Tredici di Jay Asher uscito nel 2008 ma esploso solo nel marzo 2017 con l’acquisto dei diritti da parte di Netflix e la stessa Amica Geniale della Ferrante uscito nel 2011 e all’apice delle vendite nel dicembre 2018.

 

                                 Tredici

 

                               Amica Geniale

 

Un connubio vantaggioso sembra dunque possibile; diversamente da quanto si pensava solo qualche anno fa con l’avvento delle piattaforme streaming che sembravano prospettare un progressivo abbandono dei romanzi in favore dello schermo. Anche l’identikit di chi guarda le serie TV conferma i dati poiché coincide con il profilo del lettore abituale medio-forte che legge in genere più della media nazionale, su diversi supporti (cartaceo e digitale), frequenta librerie e biblioteche e usa l’e-commerce più della media.

 

                              

 

La narrazione transmediale come ipotizzato da Jenkins è diventata dunque concreta e di enorme importanza nell’ambito culturale, sociale e commerciale; saper sfruttare le potenzialità del mondo narrativo di un’opera può portare ad enormi vantaggi a livello economico e sociale: ad editori, produttori ed enti culturali raccogliere la sfida.


Pubblicato in CONOSCENZE il 08/08/2019