IL MERCATO DEL LIBRO: dall'emergenza sanitaria a quella di sistema

Martedì 26 maggio AIE, in collaborazione con Nielsen e Informazioni Editoriali, ha presentato i dati sul mercato del libro da gennaio ad aprile 2020 e sull’impatto che l’emergenza sanitaria ha avuto sulla produzione e sulle vendite.

I dati segnalano una perdita di circa 8 milioni di copie che corrispondono a 134 milioni di euro in fatturato e c’è il timore che l’intero mercato del libro possa chiudere il 2020 con un calo di fatturato tra i 650 e i 900 milioni rispetto ai 3,2 miliardi del 2019. Secondo le stime di Nielsen, il mercato editoriale di varia in librerie, store online e grande distribuzione organizzata ha avuto nei primi 4 mesi del 2020 una perdita netta di 90,3 milioni con 362,6 milioni di vendite contro le 452,9 del 2019. A queste si aggiungono anche la stima delle vendite fuori dai canali rilevati dagli istituti di ricerca (cartolibrerie, le librerie specialistiche e le fiere), che portano la perdita totale a circa 134 milioni di euro. Il settore più colpito è quello della non fiction generale che perde il 23,4%, seguita dalla fiction (-22,9%), dal settore ragazzi (-16,2%) e della non fiction specialistica (-11,3%).

Di molto ha influito il blocco dei lanci dei nuovi titoli avvenuta per scelta dagli editori dal 16 marzo al 3 maggio; in generale il calo delle novità è stato del 66,3% ma si consideri che gli editori distribuiti dai maggiori gruppi nazionali (Mondadori, Messaggerie, Ali e Giunti) hanno congelato circa il 91,1% delle uscite. Non si sono state fermate invece le uscite degli e-book che anzi hanno avuto una crescita del 22,3% sulle novità rispetto all’anno precedente.

Con la chiusura fisica delle librerie dal 9 marzo al 12 aprile gli store online sono diventati il primo canale di acquisto dei libri nelle prime 16 settimane dell’anno, conquistando il 47% di vendite, con un incremento del 20,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La grande distribuzione organizzata si mantiene stabile al 7,3% mentre le librerie calano al 45% (-21,2% rispetto alla scorsa rilevazione).

Dall’indagine di Informazioni Editoriale basata sulle librerie del circuito Arianna risulta che durante le settimane di chiusura le librerie hanno perso circa l’85%, dato calcolato facendo una media tra le librerie che sono rimaste completamente chiuse (con una perdita del 100%) e quelle che in maniera anche discontinua sono rimaste attive (490 su 931). Per quest’ultime la perdita è stata di circa 79-71%, dipendentemente dal fatto che sia stata un’apertura continuativa o frammentata. Di queste 490, 305 librerie sono rimaste aperte in maniera continuativa attivando modalità di vendita alternativa come consegne a domicilio, prenotazioni e vendite online, vendita tramite edicole o simili, sempre nel rispetto della normativa in vigore [si veda “Antivirus: il libro come bene primario”]; 17 di loro dichiarano di essere riuscite addirittura a vendere di più rispetto allo stesso periodo del 2019. Tra gli elementi che hanno permesso di attivarsi prontamente e ottenere così un trend diverso rispetto al panorama generale si può sicuramente segnalare la capacità di attivare una propria rete sociale sul territorio che permette di attuare modalità alternative di vendita, ma soprattutto la presenza in rete della libreria (tramite social o un sito proprio) e l’accessibilità online del catalogo dei libri (con la possibilità di prenotare ed eventualmente acquistare).

Già nelle rilevazioni precedenti si segnalava il ruolo sempre più strategico della rete per quanto riguarda la promozione della novità, i consigli di lettura e la vendita, dato ampiamente confermato in tempo di crisi: se prima il 59% dei lettori dichiarava di acquistare sulla base di blog, siti dedicati o pagine sociale, questa percentuale dall’ultima rivelazione è salita al 64%.


Pubblicato in CONOSCENZE il 28/05/2020

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