Giornata della Memoria 2026 - Saggistica

In occasione della Giornata della Memoria, che ricorre il 27 gennaio, proponiamo una selezione di 30 saggi di recente pubblicazione legati al tema dell'Olocausto.

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1

Mengele. Il medico e il carnefice

Halioua Bruno
Editore: Giunti Editore
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Chi era l'“Angelo della morte”? Quali segreti si nascondono nella vita di uno dei personaggi più crudeli di tutti i tempi? Quali meccanismi tortuosi della personalità lo portarono a dichiarare che non capiva cosa ci fosse stato di male nel suo operato? Questa biografia, la prima che ricostruisce tutta la terrificante vicenda umana e professionale del medico SS più famigerato, ripercorre l'infanzia a Günzburg, la promettente carriera di ricercatore e antropologo, l'incontro con la futura moglie e il matrimonio: una prima fase orientata alla vita, durante la quale nulla lasciava immaginare il mostro che Josef sarebbe diventato. Poi, la svolta, che trova il suo culmine nel maggio del 1943, quando il dottor Mengele viene trasferito ad Auschwitz-Birkenau. Piegando la scienza alle aberrazioni dell'ideologia nazista, metterà in atto esperimenti atroci e spesso letali sui prigionieri. Con un incredibile lavoro basato su studi approfonditi, documenti inediti, testimonianze dirette e tanta ricerca sul campo, recandosi in tutti i luoghi dove Mengele è stato, Bruno Halioua delinea il ritratto agghiacciante dell'uomo dietro al personaggio e pone interrogativi terribili e necessari. Mengele non risponderà mai delle sue azioni (morirà nel 1979 in Sudamerica, impunito, annegando in mare), ma questo libro esemplare ci aiuta a non dimenticarle.
2

Le pietre d'inciampo a Padova

Davi Mariarosa; Simone Giulia; De Gasperi Mimma (cur.)
Editore: Padova University Press
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Anno dopo anno, lungo le vie della città di Padova sono sempre più presenti le pietre di inciampo: sono i sanpietrini di ottone, creati dall’artista tedesco Gunter Demnig, a ricordo delle vittime della cosiddetta “soluzione finale” nazista. Ma dietro un nome c’è una vita e la storia di una persona: scorrendo le pagine di questo libro, si ricostruiscono le biografie delle persone cui le pietre sono state dedicate.
3

Rappresentare l'irrapresentabile. Lo sguardo «obliquo» nel cinema sulla Shoah e in altre catastrofi

Dalla Vigna Pierre (cur.)
Editore: Mimesis
Reparto ARTE
Sottoreparto CINEMA, TELEVISIONE, RADIO e TEATRO
La storia dell’umanità è costellata di massacri. L’Europa moderna vi ha contribuito in modo decisivo, esportandoli su scala mondiale, con la conquista del resto del mondo nell’arco di oltre mezzo millennio. Ma tra le innumerevoli tragedie di cui è stata artefice, la coscienza europea si è vista lacerata in modo indelebile dall’evento della Shoah. Lo sterminio di milioni di persone, condotto in base a stereotipi legati ai fantasmi della razza o della religione, rese visibile quell’orrore che la civiltà europea aveva praticato innumerevoli volte nelle Americhe, in Africa, Asia e Oceania, e che era stato percepito nelle nazioni colonizzatrici in modo molto sfumato. L’esigenza di raccontare eventi come il genocidio degli ebrei, dei rom e dei popoli slavi, ha prodotto un cortocircuito tra l’estetica e l’etica. Come sarebbe stato possibile raccontare eventi così tragici ed estremi senza cadere nella spettacolarizzazione dell’orrore, senza tradire la memoria dei testimoni e offendere il martirio delle vittime? L’impossibilità della rappresentazione di una tragedia di tale portata, e al contempo la sua imprescindibile necessità, è l’argomento di questo libro. Molti registi hanno cercato in vario modo di assumere queste contraddizioni insanabili, e tali questioni sono presto divenute universali. Auschwitz non ha mai cessato di ripetersi. Rappresentare il male supremo è ancora un’esigenza dell’arte, mentre l’orologio dell’apocalisse avanza inesorabile.
4

Il pane e il cucchiaio. La storia detta due volte di Giuseppe Di Porto

Portelli, Alessandro ; Procaccia, Micaela
Editore: Donzelli
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Giuseppe Di Porto nasce a Roma nel 1923. Preso nel rastrellamento degli ebrei a Genova, dove si era trasferito dopo le leggi razziali, è deportato ad Auschwitz, destinato al campo di Monowitz-Buna (lo stesso di Primo Levi). Dopo due anni, si salva durante la «marcia della morte» scappando verso il fronte. Entrato in contatto con l'Armata rossa, rientra in Italia nel 1945. La sua vita nel campo non è molto diversa da quella terribile degli altri deportati. Nel suo racconto, tuttavia, ci sono episodi carichi di significato, che hanno a che fare col pane, come cibo e come simbolo, e con un cucchiaio, utensile che nel campo assume un valore straordinario. Il pane torna di continuo nella sua storia: segno di quanto la fame fosse costante, capace di uccidere le persone nel corpo e nell'animo, tirandone fuori gli istinti più animaleschi. Lui la chiama «demoralizzazione»: una disumanizzazione che coinvolge le vittime, ma anche gli aguzzini. Una fame che induce a commettere azioni indicibili e a provare indicibili sentimenti di rabbia e negazione verso un Dio che non può esistere. A meno di un miracolo. Questo è il contesto del «fatto del cucchiaio» che costituisce la svolta cruciale della sua vita, ma che Giuseppe non racconterà subito, neppure nell'importante intervista rilasciata per la Usc Shoah Foundation. Vi darà voce solo in un'occasione, in dialogo con Alessandro Portelli. Una storia detta due volte non è mai detta allo stesso modo. E l'aneddoto, calato in un quadro narrativo più ampio, arriva a illuminare un'intera esistenza. Il lavoro di Alessandro Portelli e Micaela Procaccia porta alla luce una vicenda simbolica di perdita e ritrovamento della propria umanità, e al tempo stesso costituisce una riflessione su metodo e pratica della storia orale, sulla differenza fra «testimonianza» e «racconto» e sul processo della memoria. Raccontare e ascoltare la storia di questo ebreo, di quest'uomo semplice e insieme complesso, orgoglioso e insieme umile, è un modo per rivendicare in questo tempo di morte la dignità di una semplice umanità in cerca di pace e di uguaglianza per tutti.
5

Il campo di concentramento di Chiesanuova. L'internamento degli «slavi» a Padova durante la Seconda guerra mondiale

Spinelli Antonio
Editore: Cierre Edizioni
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Per troppo tempo, nell’immaginario collettivo, i campi di concentramento sono stati associati esclusivamente all’operato tedesco, oscurando le responsabilità italiane. Quest’opera si propone di restituire la memoria del campo di concentramento di Chiesanuova a Padova, sfidando la rimozione storica e offrendo una base scientifica per la riflessione e lo studio. Grazie a un’accurata ricerca archivistica condotta in Italia e nell’ex Jugoslavia, arricchita da testi, fotografie e documenti d’epoca, il libro analizza in dettaglio la struttura, l’organizzazione e il funzionamento del campo. Getta luce inoltre sulle difficili condizioni di vita e sulla quotidianità degli internati, confrontando le visioni edulcorate dei rapporti ufficiali italiani con le dure testimonianze slovene, che denunciano fame, maltrattamenti e condizioni igieniche precarie. Il libro non si limita a descrivere il campo di Chiesanuova nel periodo di apertura tra il 1942 e il 1943, ma ne traccia anche le successive funzioni dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, dalla sua trasformazione in “transit camp” per ebrei a campo di accoglienza per i profughi giuliani, dimostrando la sua complessa evoluzione storica.
6

Lo sterminio degli ebrei di Varsavia e altri testi sull'antisemitismo

Serge Victor; Rière Jean (cur.)
Editore: Lindau
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Quando il maresciallo Pétain si recò in visita a Marsiglia nel dicembre 1940, la polizia effettuò numerose perquisizioni, arresti e rastrellamenti, soprattutto tra I rifugiati politici in attesa di visto. Si decise anche di trasferirne un gran numero su un transatlantico, il Sinaïa, dove furono tenuti lontano dalla città. Victor Serge fu uno di loro. In quell'occasione, a un ufficiale di polizia che gli chiedeva se fosse ebreo, con calma rispose: "Non ho quest'onore!". Pur consapevole dei rischi che correva, voleva dimostrare la sua solidarietà verso quel popolo perseguitato. Del resto da diversi anni – come il lettore scoprirà dai testi contenuti in questo volume – informava il pubblico sulla sorte disumana inflitta agli ebrei di tutto il mondo e denunciava le ideologie e le politiche xenofobe e antisemite.
7

Catturati. Deportati. Ammalati. L'infermeria del lager di Wasseralfingen nelle «carte» di Antonio Lopriore (1943-1945)

Villani Flora (cur.)
Editore: Edizioni Dal Sud
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Flora Villani riprende parte delle “carte” dell’ufficiale medico Antonio Lopriore (1911-1998), quelle relative ai malati che il dottore curò quando, anch’egli internato, si adoperò come meglio poté, tra mille difficoltà e inaudite sofferenze, a salvare la vita di migliaia di militari (ne curò 1.369 tra l’ottobre del 1943 e l’aprile del 1945). I “Registri dei chiedenti visita” sono documenti autentici usciti dal lager di Wasseralfingen (Germania), sebbene i tedeschi proibissero ai medici di portare fuori dai campi le prove dei propri misfatti. Si tratta di una testimonianza unica della realtà concentrazionaria dei lager nazisti in cui furono costretti i militari italiani che dopo l’8 settembre rifiutarono di passare dalla parte dei nazifascisti. Di ogni malato, Lopriore riporta nome, baracca di appartenenza, diagnosi, prognosi e terapia, come prova del lavoro svolto sotto la sorveglianza dei responsabili nazisti del campo.
8

Reti di memoria. La letteratura italiana del 16 ottobre 1943

Josi, Mara
Editore: Viella
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STUDI e SAGGI LETTERARI
Questo studio interdisciplinare esamina come la retata nazista degli ebrei a Roma il 16 ottobre 1943, dagli arresti alla deportazione del 18 ottobre, sia stata rappresentata nella letteratura italiana. Attraverso il rapporto triangolare tra storia, memoria e letteratura Mara Josi mostra come 16 ottobre 1943 di Giacomo Debenedetti (1944), La Storia di Elsa Morante (1974), La parola ebreo di Rosetta Loy (1997) e Portico d’Ottavia 13 di Anna Foa (2013) abbiano operato a livello personale e collettivo: in altre parole, sul lettore e sulla società. Dal dicembre 1944, i testi letterari su questo evento hanno facilitato la comprensione e la commemorazione a livello nazionale e internazionale. Sono stati portatori di consapevolezza storica e canali di memoria; non solo risultati della rievocazione, ma anche ingredienti attivi nel processo di formazione della memoria culturale.
9

Lo sterminio degli ebrei d'Europa Scritti sull'antisemitismo

Serge Victor
Editore: Massari Editore
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
In tempi di dilagante antisemitismo può essere utile anche ascoltare cosa aveva da dire sull’argomento uno dei più grandi scrittori e intellettuali del Novecento. Serge scriveva da contemporaneo e come tale lasciòo riflessioni preziose sull’insurrezione del ghetto di Varsavia e altre vicende del mondo ebraico. Scrisse però anche articoli per combattere l’antisemitismo dell’epoca sua, pur non essendo egli ebreo, ma di origini russo-belghe. Il libro è agile, inedito in italiano e dovrebbe attrarre anche un giro un po’ più ampio degli innamorati di Serge che comunque sono abbastanza numerosi. Di Serge questa casa editrice ha già pubblicato 5 libri (e altri ne tiene in cantiere): Gli uomini nella prigione; Ritratto di Stalin; Destino di una rivoluzione. Urss 1917-1937; Memorie di un rivoluzionario (1901-41;) Carnets (1936-1947).
10

Prima fermata: Dachau. La storia di 226 deportati dal Friuli e dalla Venezia Giulia

Bisol Paolo
Editore: CLEUP
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Non siamo numeri. Eravamo padri, figli, fratelli. Ricordare i nostri nomi è restituirci la dignità. (Testimonianza di un deportato anonimo). Un viaggio nella memoria della deportazione friulana e giuliana: 226 persone deportate. Questo libro restituisce i loro nomi, i loro volti, la loro storia. Il 5 ottobre 1944, sotto la pioggia, 226 persone arrestate in Friuli e nella Venezia Giulia arrivarono al campo di concentramento di Dachau. Erano in gran parte partigiani, catturati dalle forze tedesche nella Zona d’Operazioni del Litorale Adriatico. Il libro ricostruisce i percorsi della loro detenzione, i campi di destinazione, le condizioni di vita. Analizza dati anagrafici e sociali: età, provenienza, professione. Accanto alla dimensione collettiva, le storie personali: 226 biografie, tratte dagli Archivi Arolsen e da altre fonti documentarie. Un capitolo è dedicato alla battaglia nella zona libera del Friuli orientale, momento cruciale all’origine di molte catture. Chiude il volume una sezione metodologica utile a chi desidera approfondire o proseguire la ricerca. Un’opera di memoria, documentazione e responsabilità civile. Per non dimenticare.
11

Novara e la Shoah. Presenza e persecuzione antiebraica tra indifferenza, complicità e soccorso

Cardano Anna M.
Editore: Interlinea
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Antichi pregiudizi e stereotipi sono alla base della diffusione dell'antisemitismo che favorì anche a Novara l'applicazione delle leggi razziali contro la piccola minoranza di ebrei presenti in città. Negli anni trenta e quaranta si arrivò così, nel breve volgere di pochi anni, a produrre un'aberrante attività amministrativa finalizzata alla persecuzione dei diritti e poi delle stesse vite degli ebrei. Documenti d'archivio, testi giornalistici dell'epoca e testimonianze sono utilizzati per ricostruire una memoria che altrimenti andrebbe persa, fornendoci alcune chiavi interpretative per capire gli atteggiamenti di indifferenza o addirittura di entusiasmo verso la persecuzione, o al contrario le scelte di soccorso verso i perseguitati, puntando in particolare l'attenzione su ciò che successe a Novara il 19 settembre del 1943, e sulle vittime di quegli arresti. Come la cittadinanza si interrogò sulla Shoah, dopo la Liberazione? Quale ascolto ebbero gli ebrei sopravvissuti? Che cosa resta oggi di quella memoria?
12

Il processo di Norimberga. I nazisti e i loro crimini di fronte alla storia

Roland, Paul
Editore: Giunti Editore
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Tra il 20 novembre 1945 e il 13 aprile 1949 Norimberga fu teatro di vari processi ai nazisti: solo nel primo – e più importante – furono incriminati ventiquattro esponenti di primo piano del Terzo Reich, diversi per estrazione sociale, ruolo ricoperto nel regime e strategia difensiva adottata davanti al tribunale militare internazionale che li avrebbe giudicati. Con la sua scrittura avvincente, Paul Roland ricostruisce ogni aspetto, anche i dettagli meno conosciuti o inediti, del drammatico evento che avrebbe segnato la storia, portandoci all'interno dell'aula di giustizia e nelle celle degli imputati. Attraverso trascrizioni e testimonianze del processo, compresi gli estratti dei controinterrogatori e dei colloqui con lo psicologo americano Goldensohn, i rappresentanti del nazismo emergono nella loro natura mediocre di servitori del sistema. Uomini miseramente ordinari, giustificano i crimini efferati di cui sono responsabili con l'obbedienza cieca agli ordini ricevuti, in una agghiacciante manifestazione della “banalità del male”, fino a incarnare loro stessi gli Untermenschen, i “subumani” esecrati dalla mitologia ariana. In questo scenario fanno da contraltare le vittime: la motivazione più forte nello scrivere questo libro, sottolinea l'autore, è stata proprio «l'intenzione di dar voce ai sopravvissuti alle atrocità naziste, a coloro che hanno assistito a orrori inimmaginabili ma hanno trovato il coraggio di continuare a vivere».
13

Il professore ebreo perseguitato due volte. Tullio Terni e l'ipocrisia italiana

Battista Pierluigi
Editore: La nave di Teseo
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
“Nelle prime ore della mattina del 25 aprile del 1946, a un anno esatto dalla Liberazione, la moglie e i figli dello scienziato Tullio Terni trovarono il suo corpo oramai senza vita, nella sua stanza, avvolto in un plaid scuro. Scienziato di fama, docente universitario, membro dell’Accademia dei Lincei, Terni era stato cacciato dall’Università e messo al bando dalla vita civile a causa delle leggi razziali del ’38. Emarginato, ridotto al silenzio, costretto alle pratiche più umilianti, si era procurato una fiala di cianuro perché non voleva che la sua vita e quella della sua famiglia venisse stroncata per mano dei nazisti. Ma quel cianuro fu usato da Terni dopo aver subito un’altra e inattesa umiliazione: il verdetto di epurazione dall’Accademia dei Lincei pronunciato da un tribunale che lo aveva messo al bando una seconda volta come ‘vile’ e ‘fascista’. Un professore ebreo, cacciato come ebreo durante il fascismo, accusato di complicità con il fascismo da un tribunale antifascista.” Com’è possibile che un professore discriminato dal fascismo sia stato giudicato complice dello stesso regime che lo aveva brutalmente epurato? Un libro che rompe il silenzio che ha cancellato dalla memoria collettiva il nome di Tullio Terni e la vicenda personale di uno scienziato perseguitato due volte: dal razzismo fascista prima e dall’ingiustizia antifascista dopo.
14

Internati. Il violino di Dachau. La lunga marcia per Mauthausen.

Quero Silvia
Editore: Edita Casa Editrice & Libraria
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Due vicende per far luce su un evento poco indagato dalla storiografia: la deportazione di militari italiani nei campi di concentramento nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Identificati come “I.M.I.” (Internati Militari Italiani), termine coniato dallo stesso Hitler per aggirare la convenzione di Ginevra, i soldati italiani catturati dopo l'8 settembre 1943 erano considerati e trattati come prigionieri politici e non di guerra. Fra questi, due giovani tarantini: Vittorio Facilla e William Bardarè, deportati rispettivamente a Dachau e a Mathausen. Due storie diverse che hanno in comune non solo il punto di partenza e di arrivo, Taranto, ma anche il dolore, la sofferenza, la fame, la violenza fisica e psicologica, la capacità di adattamento, la forza d'animo e... un pizzico di fortuna. Il violinista di Dachau e lo studente di Mauthausen sono solo due delle oltre 650.000 storie legate alla deportazione degli I.M.I., due testimonianze significative che spalancano una finestra su quel panorama che l'Italia, per anni, ha scelto di non vedere.
15

La mente nazi. 12 moniti dalla storia

Rees, Laurence
Editore: Bompiani
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Com'è stato possibile? Come hanno fatto uomini comuni a trasformarsi in carnefici? Com'è stato possibile l'orrore dei campi di concentramento e l'indifferenza di tutti? E come ha potuto un intero popolo lasciarsi travolgere dall'orrore quasi senza accorgersene? "La mente nazi" di Laurence Rees, tra i massimi esperti mondiali della Seconda guerra mondiale e divulgatore straordinario, non è il solito saggio sugli orrori dell'Olocausto. È un'indagine potente, rivelatrice, che mescola con lucidità la storia e la psicologia più avanzata per rispondere alla domanda più angosciante di tutte: potrebbe accadere di nuovo? O meglio, sta già accadendo da qualche parte, e perché? Attraverso testimonianze inedite di ex nazisti e di cittadini cresciuti nel cuore del Terzo Reich, Rees ci guida in un viaggio inquietante e necessario nella mentalità di chi ha permesso, accettato o giustificato il male. E lo fa attraverso dodici moniti, dodici segnali d'allarme da tenere d'occhio oggi, nei nostri leader, nelle nostre società, persino nei luoghi che riteniamo immuni: le democrazie, le terre della libertà, quelle nelle quali sembra impensabile poter trovare i semi di un male oscuro. Con uno stile incisivo e coinvolgente, "La mente nazi" mostra che il crimine più atroce del Novecento non è solo un fatto storico, ma uno specchio oscuro in cui il presente rischia di riflettersi. Una lettura che ci interpella come testimoni e protagonisti dei fatti storici. Una guida per non voltarsi dall'altra parte quando la mentalità dell'orrore ha la meglio sui valori umani.
16

Auschwitz. Percorsi di memoria attiva. Luoghi e oggetti tra passato e presente

Bencini Silvia; Bravi Luca
Editore: Franco Angeli
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Il volume descrive percorsi educativi della memoria, a partire dalla proposta di «attraversare Auschwitz», non limitandosi a visitarlo, ma trasformandolo da monumento cristallizzato a strumento di formazione. Si delinea un modello formativo che - attraverso luoghi e oggetti come ponte tra passato e presente - può essere applicato a qualsiasi altro luogo di memoria. In questo processo rigenerativo di tante storie da conoscere, riconoscere e raccontare, la narrazione della morte ha sempre l'obiettivo di riconnettersi ad una possibilità data alla vita; per imparare la «lezione» di Auschwitz, del Ruanda, di Srebrenica, fino ai conflitti di oggi, fino alle spiagge di Cutro e di Lampedusa; senza dover dichiarare tutto identico ad Auschwitz, ma alla ricerca di una pedagogia delle memorie, motore di confronto educativo e di democrazia nel presente. Silvia Bencini è borsista di ricerca presso il Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia dell'Università di Firenze. Si occupa di storia sociale dell'educazione, in relazione alle politiche della memoria europea e di processi storico-educativi volti all'inclusione e alla partecipazione delle minoranze.
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Nascondere Mengele. Come una rete nazista ha protetto l'«Angelo della morte»

Anton, Betina
Editore: Einaudi
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il medico nazista Josef Mengele, il cosiddetto «Angelo della morte», noto in tutto il mondo per i suoi esperimenti crudeli e per aver mandato migliaia di persone nelle camere a gas ad Auschwitz, iniziò una fuga lunga trentaquattro anni. Fino alla sua morte riuscí a sfuggire alla giustizia con grande astuzia e grazie anche a salde amicizie. Così Mengele creò la sua «Baviera tropicale», un luogo dove poteva parlare tedesco, mantenere le sue convinzioni, i suoi amici e il suo legame con la patria. Come mai tutto ciò è venuto alla luce così tardi? Perché Mengele era sostenuto da un'efficacissima rete di conoscenti e complici. Tra questi l'austriaca Liselotte Bossert, che mantenne a lungo il segreto su uno dei più spietati aguzzini del nazismo. Quando, nel 1985, questa vicenda affiorò e il mondo finalmente scoprí dove si trovava Josef Mengele, Liselotte insegnava alla scuola tedesca a San Paolo, e una delle sue allieve era proprio Betina Anton, che allora aveva sei anni e che oggi ha scritto questo libro.
18

Dal Simonino ad Auschwitz. La tragica odissea degli ebrei

Sardi Luigi
Editore: Osiride
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
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Il fiore dell'essere. Scritti pedagogici

Stein Edith; Bellingreri Antonio (cur.)
Editore: Scholé
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto EDUCAZIONE e DIDATTICA
La pedagogia fondamentale di Edith Stein è stata definita in vari modi, ad esempio come “pedagogia della Grazia” o come “educazione del cuore”; per parte mia scelgo di intenderla come una forma originale di pedagogia cristiana dello spirito: è lo spirito “il fiore dell'essere”, la piena, felicissima fioritura della persona. Ora, mi pare emerga dalla riflessione su questi scritti la convinzione che, come il nostro venire ad essere e la nostra esistenza sono un mistero, quasi fosse custodito un segreto nel dono che ciascuno di noi è; così si deve affermare che anche l'educazione si presenta come una realtà carica di mistero. L'azione educativa per Edith Stein impegna massimamente la nostra libertà e, quanto risulta ancor più ineffabile, la Libertà stessa di Dio.
20

Lacher Lager. Il comico nella Shoah

Gigliucci Roberto
Editore: Prospero Editore
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STUDI e SAGGI LETTERARI
Si rideva nei campi di sterminio? Esiste un comico nella Shoah? Nel senso freddo e amorale che si intende in questo libro, sì. La lettura di eventi terribili ma strutturalmente comici è in grado di rimandare, attraverso lo scandalo, al sentimento forte della Shoah, al suo profondo raccapriccio. Può essere una guida ai paradossi e alle sofferenze umane.
21

A noi! La repressione totalitaria fascista: dal confino ai campi

Paternoster Renzo
Editore: Tra le righe libri
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Il regime fascista italiano è stato un progetto totalitario nell’ideologia e nelle forme, un governo che ha cercato di far coincidere i confini geografici, compreso quelli conquistati, con quelli politici e razziali. Un progetto totalitario, dunque, fondato sulla comunità di destino, un destino a cui nessun cittadino doveva sottrarsi e fondato sul legame mistico del Duce col suo popolo e forzatamente viceversa. Volontà del regime fu pertanto non la costruzione del cittadino-fascista, ma del fascista-cittadino. In quest’ottica creò una radicale identità di gruppo, dividendo il mondo in “noi” e “voi”. Un “noi” esclusivo, attraente e respingente che permise di decidere non solo chi poteva vivere e chi poteva morire, ma anche come doveva vivere e a quali condizioni. Da qui la logica della repressione per chi “non voleva essere come noi”. Da qui la logica dell’esclusione in regime di extra moenia per chi “non era come noi o non poteva essere come noi”. In un contesto di controllo e repressione, la pratica del confino di polizia, divenne così il continuum istituzionale dell’intimidazione violenta attuata originariamente dallo squadrismo con l’etica del manganello.
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Negazionisti dell'olocausto falsari: Per la prima volta sbugiardate, una per una , tutte le «prove» di chi non crede alla Shoah

Romano Tanio
Editore: youcanprint
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Questo volume si distingue essendo l'unico che ha come obiettivo dichiarato quello di smontare tutte le tesi dei negazionisti della Shoah nel mondo. L'autore del bestseller "L'inganno palestinese", tradotto all'estero in 14 lingue, intende così rispondere all'ultimo sondaggio Eurispes shock del 2025 che ha, difatti, svelato come quasi 10 milioni di italiani non credano alle camere a gas omicidiarie. Anche sulla base di quasi 400 volumi letti sul tema dell'Olocausto, il saggio darà una risposta incontrovertibile a tutti i decennali quesiti posti dagli pseudorevisionisti. Verrà, all'inizio dell'opera, per la prima volta reso noto il vero obiettivo degli assassini della verità: colpire Israele aiutando la battaglia dei cd palestinesi, attraverso la distruzione del mito della Shoah. Ne è venuto fuori un monumentale lavoro di debunking (quasi 450 pagine) agevolato da una narrativa accattivante e scorrevole che zittirà, dopo tanti decenni, le argomentazioni del mondo denial divenute patrimonio di tanti, troppi lettori: il più grande pericolo, non solo per gli ebrei di tutto il mondo, ma anche per chi combatte l'antisemitismo.
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L'olocausto dimenticato

Ferrara, Federica
Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Quando si parla della Shoah, spesso si dimentica di citare anche la tragedia che l’ha preceduta e che, in qualche modo, ne è stata una fase preparatoria, che ha permesso al regime nazista di studiare e affinare le tecniche di uccisione: lo sterminio dei disabili. Nel 1933, in Germania, viene promulgata una serie di leggi per la sterilizzazione forzata dei disabili, sia fisici che psichici, con cui s’intende non solo promuovere una sorta di tirannia eugenetica. A questa follia, però, ne segue presto un’altra, radicata nell’idea di liberarsi di tutti coloro che sono considerati un peso nel bilancio dello Stato e che porta il nome di Aktion T4.
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La Shoah in Italia. La persecuzione degli ebrei sotto il fascismo

Sarfatti Michele
Editore: Einaudi
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Come mai tra il 1943 e il 1945 migliaia di ebrei italiani, dopo essere stati privati dei loro diritti di cittadini e di uomini, furono deportati e uccisi ad Auschwitz? Partendo dal significato del termine Shoah, Michele Sarfatti ricostruisce quel tragico periodo che vide annientare le vite di milioni di ebrei, ripercorre le tappe ferali della persecuzione in Europa e nel nostro Paese, e mostra come il fascismo divenne corresponsabile della Shoah in Italia. Un volume destinato innanzitutto al mondo della scuola e a coloro che desiderano un'illustrazione sintetica, ma pur sempre seria e scientificamente adeguata, di uno dei momenti piú bui della nostra storia. Con la bibliografia essenziale, due cartine e i testi dei documenti principali.
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1938, Regia Università di Milano. Oggetto: razza

Edallo Emanuele (cur.); Gallo Yuri (cur.); Natali Luca (cur.)
Editore: Milano University Press
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
La storia della legislazione antiebraica del 1938 e della conseguente persecuzione razzista ha rappresentato certamente la pagina più nera dell’Italia moderna. Con questa terribile storia l’Università degli Studi di Milano, in occasione del suo centenario di fondazione, ha deciso di fare i conti per la prima volta, promuovendo una mostra che documentasse l’applicazione in Ateneo delle cosiddette Leggi razziali. Il catalogo che ora si pubblica, integrato rispetto all’allestimento originario di alcune sezioni, consente di seguire le tappe burocratico-amministrative della persecuzione e di valutarne gli effetti sulle donne e sugli uomini che la subirono, fossero docenti affermati o assistenti a inizio carriera. Arricchiscono il volume un approfondimento sull’atteggiamento della filosofia italiana di fonte al razzismo, una ricostruzione delle risposte che Piero Martinetti oppose al censimento razzista e il testo della Laudatio alla Senatrice Liliana Segre in occasione del conferimento a lei della laurea magistrale h.c. in Scienze storiche.
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I campi di Salò. Internamento ebraico e Shoah in Italia

Capogreco, Carlo Spartaco
Editore: Einaudi
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Uno sguardo approfondito e necessario sulla persecuzione antiebraica di Salò e la geografia della Shoah in Italia. L’idea che sta alla base di questo libro è, anzitutto, quella di fornire al lettore – dopo un rapido richiamo alle vicende dell’antisemitismo fascista, dal 1938 – una mappatura territoriale complessiva, ancora mancante, dell’internamento ebraico attuato dalla Repubblica di Salò, dal 1° dicembre 1943, e delle sue connessioni con la deportazione dall’Italia, condotta dalle autorità di occupazione tedesche, nel quadro della «soluzione finale del problema ebraico». Capogreco affronta il contesto persecutorio antiebraico della R.S.I., determinato soprattutto (sul finire di quell’anno) dal passaggio di testimone dai tedeschi agli italiani nella gestione dei rastrellamenti nella Penisola. Con un’approfondita ricognizione storica, territoriale ed archivistica, egli mette a fuoco tutti i «campi provinciali», contestualizzandoli nella più ampia pagina dell’internamento civile fascista. Non tralascia, quindi, uno sguardo d’insieme agli anni 1940-45 e al composito intreccio tra siti geografici e funzioni politico-poliziesche, relativo all’internamento ebraico e alla Shoah; senza escludere i Lager nazisti che operarono in Italia.
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Un mosaico di silenzi. Pio XII e la questione ebraica

Coco, Giovanni
Editore: Mondadori
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Come in un dietro le quinte, Giovanni Coco, archivista e ricercatore all'Archivio Apostolico Vaticano, ricostruisce questo mosaico attraverso le lettere personali e alla Segreteria di Stato della Santa Sede, i documenti diplomatici, le minute dei discorsi del pontefice, più volte corrette e ricorrette dalla mano dello stesso Pio XII, e gli articoli apparsi sull'«Osservatore Romano», nel tentativo di mettere in luce le ragioni per non intervenire, di volta in volta motivate dagli eventi in corso e da una prudente scelta diplomatica, mentre sullo sfondo emerge il timido inizio della lenta ma progressiva evoluzione della Chiesa riguardo alla questione ebraica. «L'immagine migliore per descrivere il silenzio di Pio XII sembra quella di un mosaico di silenzi, una figura i cui contorni appaiono frammentati e deformati se guardata troppo da vicino, mentre assume la sua forma complessiva solo se osservata a distanza.» Durante la Seconda guerra mondiale Pio XII si espresse solo una volta in pubblico usando il concetto di «sterminio» per alludere alla sorte degli ebrei, nel 1943, quando parlò di «costrizioni sterminatrici». Eppure è certo che fosse al corrente delle atrocità naziste: con il recupero e il riordino dell'archivio personale di papa Pacelli, Giovanni Coco ha fatto emergere infatti le tracce di quella che doveva essere una lunga e ricca corrispondenza con il gesuita tedesco Lothar König, convinto antinazista, che aveva aderito alla Resistenza contro il regime. Nelle sue lettere a padre Robert Leiber, segretario personale del papa, König faceva un chiaro riferimento ad Auschwitz. Ma i «silenzi» di Pio XII erano cominciati già nei primi giorni della guerra: il 2 settembre 1939, il papa aveva espresso all'ambasciatore polacco «tutta la sua simpatia» per la «cattolica» Polonia invasa, però alle richieste del diplomatico di rendere pubbliche quelle parole sulla stampa internazionale, fu risposto che il pontefice preferiva un comunicato sull'«Osservatore Romano». Sarebbe stata questa la linea seguita dal pontificato di Pio XII: nella lunga tradizione vaticana il «principio del silenzio» era uno strumento ben consolidato nelle mani della diplomazia pontificia per preservare la «perfetta imparzialità» della Santa Sede. E il timore che una parola del papa sui crimini nazisti provocasse ritorsioni sui cattolici tedeschi condizionò in maniera decisiva le scelte del Vaticano. È innegabile, però, che nei riguardi del popolo ebraico si manifestò un atteggiamento più refrattario, una resistenza che, come scrive l'autore, «può essere compresa solo se analizzata all'interno delle secolari, complesse e difficilissime relazioni tra mondo ebraico e Chiesa cattolica».
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Echi dal sottosuolo. Il campo tedesco sulle rovine del ghetto di Varsavia 1943-1944

Maggioli, Lidia
Editore: Guerini e associati
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
La tragedia ineguagliata della Seconda guerra mondiale e della persecuzione razziale antiebraica, e per contro la profonda aspirazione alla pace espressa dai sopravvissuti, fanno di questo libro una testimonianza di grande attualità. Tra le migliaia di campi di concentramento e luoghi di detenzione creati in Europa dal Terzo Reich, quello sorto nell’area del ghetto ebraico di Varsavia dopo la sua distruzione per mano tedesca nel maggio 1943, è forse uno dei meno noti. Il progetto di Himmler di dare un colpo di spugna radicale a quel vasto spazio contaminato dalla «razza» inferiore si rivelerà velleitario, in special modo per i ritrovamenti di ogni genere effettuati dai forzati. Sono talora povere testimonianze della vita precedente oppure oggetti preziosi appartenuti alle famiglie del ghetto, o intere biblioteche, oltre a corpi insepolti che spuntano ovunque. Senza contare che qualcuno si nasconde ancora nei cunicoli sotterranei. Perché, se c’è sempre una penna per scrivere il futuro, come diceva Albert Einstein, non esiste una gomma capace di cancellare tutto il passato. In una ricca panoramica di casi, il saggio pone in primo piano le biografie dei perseguitati, ai quali tenta di restituire il vissuto. Si tratta di uomini originari di ogni angolo d’Europa, Italia compresa, che percorrono in maggioranza l’itinerario da Auschwitz a Varsavia a Dachau e di qui a sottocampi dove li raggiunge la liberazione. Se per alcuni le notizie risultano avare, per molti altri il cammino della deportazione, percorso spesso con le famiglie dalle quali i più vengono divisi per sempre, è esplicitato nella sua drammaticità. Prefazione di Laura Fontana Fourel.
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Shoah e pietre d'inciampo. Intrecci di storia tra i vicoli e le calli

Cirillo Daniela; Costabile Gianpaola
Editore: La valle del tempo
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Un libro che racconta la Grande Storia del "secolo breve" e parla al cuore del lettore, intrecciando le vicende di due donne provenienti da luoghi lontani della nostra penisola, accomunate da sentimenti di solidarietà e di giustizia. Angela e Olga sono due bambine, poi due donne, poi due signore a cui gli anni hanno aggiunto e non tolto. Ma sono anche la Storia: testimonianza che si fa racconto e memoria di un passato che non deve passare mai perché è sempre dietro l'angolo il potere maligno dell'oblio. "Meditate che questo è stato, vi comando queste parole": il monito di Primo Levi risuona nelle pagine di questo libro prezioso, che come un fiume carsico alimenta un racconto fatto di mille rivi e va ad aumentare la portata delle acque della memoria. Perché è vero che "questo è stato", ma lo è stato in tanti modi diversi per tante persone diverse. E il compito della Storia è proprio quello di costruire complessi mosaici partendo dalle singole tessere, che sono le vicende delle persone. Di Angela, di Olga, dei loro familiari. Dei piccoli e grandi avvenimenti simbolici che le hanno accompagnate. Affinché ciascuna di queste storie si faccia "pietra d'inciampo" sulla strada fin troppo facile della dimenticanza. Tutti i sopravvissuti all'esperienza del Lager si sono sentiti in dovere di raccontare, si sono fatti parola, verbo incarnato, manifesto vivente del male che può albergare nell'uomo quando la sua vista è annebbiata dall'odio. dalla Prefazione di Viola Ardone
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Antifascisti oltre il Lager. L’impegno dei testimoni

Castoldi Massimo (cur.); Mantelli Brunello (cur.); Tedeschi Emanuele (cur.)
Editore: Viella
Reparto SCIENZE SOCIALI
Sottoreparto STORIA
Angelo Adam, Charlotte Delbo, Andrea Gaggero, Maurice Goldstein, Hermann Langbein, Primo Levi, Gianfranco Maris, Teresa Noce, Bruno Vasari. Nove persone. Sette uomini e due donne. Sei italiani, un belga, una francese, un austriaco. Tre ebrei, sei “gojim”. Una dattilografa divenuta poetessa e scrittrice, un’operaia poi madre costituente, un sacerdote cacciato dalla chiesa e fattosi militante per la pace, un operaio avversario di tre dittature, un chirurgo di fama, un attore diventato scrittore e giornalista, un chimico e grande scrittore, un avvocato eletto in seguito al Senato della Repubblica, un funzionario dell’EIAR, di cui, divenuta essa RAI, sarebbe diventato dirigente. Li accomuna l’essere stati antifascisti militanti, aver fatto parte di quella minoranza che sin dai primi momenti si oppose all’onda fascista. E come tali furono catturati e deportati nei Konzentrationslager nazionalsocialisti: Auschwitz, Dachau, Mauthausen, Ravensbrück. Se oggi esiste una comune casa europea democratica e sociale lo dobbiamo anche a loro e alla loro testimonianza.

Pubblicato in DATI il 16/01/2026