Giornata della Memoria 2026 - Narrativa

In occasione della Giornata della Memoria, che ricorre il 27 gennaio, proponiamo una selezione di 25 opere di narrativa legate all'Olocausto.

Storie vere, romanzi ispirati a fatti realmente accaduti, memorie dei campi di concentramento o della persecuzione, racconti di chi con fatica e coraggio è riuscito ad andare avanti e continua a lottare perché quello che è successo non accada più.

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1

Il ministro della morte. Tutta la verità su Eichmann

Reynolds Quentin
Editore: Res gestae
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
Adolf Eichmann, responsabile della deportazione di milioni di ebrei durante l’Olocausto, nacque in Germania e si trasferì in Austria da giovane. Si unì al Partito nazista e alle SS e, dopo l’annessione dell’Austria del 1938, organizzò l’emigrazione forzata degli ebrei austriaci. Successivamente divenne una figura centrale della deportazione della popolazione ebraica europea verso i campi di sterminio, partecipando anche alla pianificazione della soluzione finale alla Conferenza di Wannsee. Dopo la guerra fuggì in Argentina, ma fu catturato da agenti israeliani nel 1960 e processato a Gerusalemme, dove fu condannato e impiccato nel 1962. La sua storia è simbolo delle atrocità dell’Olocausto e del processo di giustizia internazionale.
2

Il re dei bambini

Lifton Betty Jean
Editore: LUNI EDITRICE
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
Janusz Korczak, medico, pedagogo e scrittore, è una delle figure più luminose e tragiche del Novecento. Nato Henryk Goldszmit a Varsavia, trasformò la sua vita in un atto di dedizione assoluta ai bambini, di cui difese diritti e dignità quando ancora non esisteva un discorso pubblico e condiviso sull’infanzia. Fondò orfanotrofi che erano veri laboratori di democrazia, scrisse pagine rivoluzionarie di pedagogia e si fece voce poetica dell’innocenza e della fragilità. Ma soprattutto scelse di condividere fino all’ultimo il destino dei suoi piccoli, decidendo di accompagnarli dopo l’imponente rastrellamento del ghetto di Varsavia del 1942, sul treno della morte per il campo di sterminio nazista di Treblinka, rifiutando la salvezza pur di non abbandonarli, in un estremo gesto d’amore. In Il Re dei bambini, Betty Jean Lifton ricostruisce questa vicenda straordinaria con rigore storico e sensibilità narrativa; basandosi su documenti, testimonianze e scritti inediti, l’autrice intreccia la biografia di Korczak con la sua opera, mostrando come la sua riflessione pedagogica scaturisse direttamente dall’esperienza vissuta: il rispetto della voce infantile, l’idea che ogni bambino abbia diritto a essere ascoltato dando voce ai silenzi dei piccoli, l’educazione come responsabilità reciproca. Ne emerge il ritratto di un uomo che fu al tempo stesso scienziato, educatore, profeta di umanità e martire del suo tempo. Leggendo queste pagine, si scopre non solo cos’era Korczak all’epoca, ma cosa può essere oggi: un modello di amore responsabile, di ascolto, di quella dignità che non accetta compromessi, simbolo universale di resistenza morale e di speranza. Il Re dei bambini. Vita di Janusz Korczak è un libro per chi crede che nell’educazione si giochi il destino della civiltà, per chi sente che la voce dei bambini non è eco, ma espressione autentica. Il volume è impreziosito dalla prefazione del Premio Nobel per la pace Elie Wiesel e dalla introduzione di Pier Cesare Rivoltella, professore ordinario di Didattica e Tecnologie dell’educazione presso l’Università di Bologna.
3

Riassunto delle mie prigioni di Mauthausen

Lucco Castello Sergio; Cristofaro Greta (cur.); Cappelletti Ermanno (cur.)
Editore: Editrice Tipografia Baima-Ronchetti
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
Quello di Sergio Lucco Castello è il diario di un ragazzo di 20 anni scritto durante il ricovero nell'ospedale di Linz nei due mesi intercorsi tra la sua liberazione dal lager di Mauthausen avvenuta il 5 maggio 1945 e il suo ritorno a Torino. Il 22 febbraio del 1944, ancora diciannovenne, aveva deciso di partecipare alla guerra di liberazione dell'Italia dal nazifascismo e si era aggregato alle formazioni partigiane delle valli di Lanzo, in Piemonte. Si tratta quindi di un documento prezioso per due motivi: il primo perché redatto immediatamente a ridosso della liberazione dal lager, per cui è immune da eventuali letture di memoriali simili, il secondo perché rende iconicamente evidente la stretta relazione tra guerra di Liberazione dal nazifascismo e la deportazione dei partigiani catturati e deportati nei KL, i lager di sterminio. I partigiani rappresentavano ogni formazione politica democratica, nonché una gran parte dell'esercito italiano abbandonato a se stesso dopo l'8 settembre 1943. Un insieme di italiani accomunati da un ideale che, a costo della loro vita, ci regalò la liberazione dal fascismo, la democrazia e la Costituzione repubblicana.
4

Lettere all'amica (1912-1931)

Lazzari Maria; Zanella Patrizio (cur.)
Editore: Tracciati
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
Un documento che contribuisce alla conoscenza di una donna "normale" quanto straordinaria, Maria Lazzari (1903-1945), morta nel Lager di Bergen-Belsen nella primavera del 1945. Di lei si riteneva che non avesse lasciato scritti, ma la storia, coi suoi tempi, restituisce sempre brandelli di verità che possono lumeggiare fatti e persone apparentemente privi di interesse. Le pagine delle sue "Lettere all'amica", una sorta di diario ritrovato a Milano e pubblicato ora in un'edizione curata da Patrizio Zanella, possiedono un singolare valore testimoniale e letterario. Riflettono il clima politico e sociale che si viveva a Padova alla vigilia della Grande Guerra e negli anni Venti, quando in città arrivò il fascismo. Maria Lazzari, in queste righe dal sapore autobiografico, dà il meglio di se stessa in una prospettiva esistenziale che sa indagare in profondità l'animo umano, rivelando gioie e tormenti.
5

I disobbedienti. Giovanni Palatucci e i volti della Shoah

Giusti Nazareno; Moscardini Sara (cur.)
Editore: Tra le righe libri
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
La storia di Giovanni Palatucci, il poliziotto morto nel lager nazista di Dachau che salvò gli ebrei di Fiume. Giusto tra le Nazioni, Servo di Dio, Medaglia d'oro al merito civile, il “piccolo commissario”, Palatucci è simbolo del silenzioso operato del bene. Poi i disobbedienti a cura di Sara Moscardini: Salvatore Corrias, Angelo de Fiore, Giovanni Gelati, Filippo Palieri, Andrea Schivo, Giovanni Gavino Tolis, Vittorio Tredici. Infine i volti della Shoah con Anna Frank, Kurt Gerron, Edith Stein, Esther Hillesum, Árpád Weisz, Jozef Adam Zygmunt Cyrankiewicz, Luigi Varoli, Vittorio Tredici, Giovanni Palatucci, Mirella Stanzione, Angelo Rotta, Oskar Schindler, Roman Polanski, Elie Wiesel, Art Spegelman, Primo Levi, Tazio Nuvolari, Giorgio Perlasca, Padre Massimiliano Maria Kolbe.
6

Herbert Kappler. La fuga di Stato del boia delle Fosse Ardeatine

Maori Andrea
Editore: Tra le righe libri
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
La clamorosa fuga del criminale nazista Herbert Kappler avvenuta la notte di Ferragosto del 1977 dall’ospedale militare del Celio a Roma va collocata all’interno dei rapporti italo-tedeschi dal secondo dopoguerra. In questo modo si può comprendere meglio come l’operazione, organizzata dall’ «Anello», un servizio segreto non ufficiale utilizzato per operazioni illecite, fosse congeniale al buon andamento dei rapporti tra il governo italiano e quello tedesco federale. L’Italia aveva un disperato bisogno dell’appoggio della Repubblica federale tedesca, un paese al quale l’Italia aveva dato in garanzia la riserva monetaria per garantire ulteriori prestiti e il ritorno di Kappler in Germania, auspicato dai tedeschi fin dai primi anni Cinquanta, fu solo l’epilogo di un clima politico che si era maturato da tempo. Questa nuova edizione si arricchisce di testimonianze di prima mano rese da alcuni protagonisti della vicenda e dello studio di nuove inchieste giornalistiche che dall’agosto 1977 hanno cercato di informare l’opinione pubblica.
7

Diario

Frank Anne
Editore: Elisedizioni
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto NARRATIVA MODERNA E CONTEMPORANEA
8

Giovanni nella fabbrica di Goering. Il racconto dell'internato n°31478

Detto Ernesto
Editore: Venturaedizioni
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
Giovanni, tamburino della Reggimentale del 93° Reggimento “Messina”, un IMI (Internato Militare Italiano) internato nel lager di Trofaiach (AU), viene liberato nel maggio del 1945. Tornando a casa, porta con sé la cassetta della prigionia. Dentro ci sono moltissimi documenti, alcuni preziosi e sorprendenti, ma, soprattutto, dentro ci sono quattro anni della sua vita, descritti in modo che oggi diremmo multimediale: diario, lettere, fotografie, giornali, ciclostilati, opuscoli, il suo mondo! Dopo tanti anni la cassetta viene aperta e da essa sgorgano le sue parole, potenti, per l’esperienza vissuta; le sue foto, che rivelano il “colpo d’occhio” dell’inviato di guerra; i suoi documenti, che mostrano una storia incredibile, sconosciuta anche a lui e che il figlio, dopo molte ricerche, ha ricostruito.
9

Noi, i salvati. Ediz. italiana e spagnola

Goldberg Jacqueline
Editore: Valigie Rosse
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto POESIA
È il Male (radicale o banale che sia) inflitto agli ebrei d’Europa dalla macchina dello sterminio nazista ciò che Jacqueline Goldberg ha riscritto in versi. L’archivio cui attinge e che rivive in questo libro sono le interviste audiovisive ai sopravvissuti approdati in Venezuela – oggi conservate presso la USC Shoah Foundation-The Institute for Visual History and Education fondata dal cineasta Steven Spielberg.
10

Anne Frank. La sua vita

Barbera Gianluca
Editore: LEG Edizioni
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
Anne è sempre allegra. Ama fare gli scherzi. A volte ti piomba di sorpresa alle spalle e ti fa prendere uno spavento, scuotendoti forte e gridando: "Buuuu!" E poi tutto a un tratto è capace di mettersi a raccontare le solite esagerazioni sui suoi numerosi amori… Questa è la descrizione di una ragazza ebrea, Anne Frank, che a soli tredici anni è costretta a vivere l’incubo dello sterminio degli ebrei perpetrato dal nazismo e che, per salvarsi, si rinchiude con la sua famiglia e altri perseguitati in un rifugio segreto. Una ragazza come tante, con i propri sogni e problemi, che suo malgrado vive in un tempo e in un luogo dove il futuro ha i giorni contati. Questo libro racconta la sua storia, quella della sua famiglia e di chi, incrociando la sua strada, ha trovato un posto nelle pagine del famoso Diario, che Anne ha compilato mentre si trovava nascosta nel rifugio e fino al momento della sua improvvisa deportazione. La sua vicenda ci tocca nel profondo perché ci mostra quanto il destino possa essere crudele e casuale, e quanto poco basti per trovarsi dall’altra parte della storia. È per questo che la tragedia di Anne Frank continua a risuonare in ognuno di noi.
11

Un ebreo dimezzato. Confessioni di un nonagenario

Jenna, Ruggero Paolo
Editore: Giuntina
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
Un’autobiografia o un romanzo? Se è vero che la vita è imprevedibile per ogni essere umano, per alcuni può rivelarsi una sequenza di eventi inattesi che supera la più fervida immaginazione. È il caso di Ruggero Paolo Jenna che a novant’anni decide di affrontare e scrivere le proprie memorie. Lo fa perché attraverso la scrittura riesce finalmente ad aprirsi e a mostrare la propria fragilità. Lo fa per affrontare i propri sensi di colpa che da sempre, da quel giorno in cui tacque di fronte ai fascisti che arrestavano suo padre ebreo, gli hanno impedito di godere appieno della vita. In questo libro c’è molto di più: si parla di Shoah, di una identità mai chiara, di stigmi sociali, di America… Un libro che al piacere della lettura unisce lo stimolo a riflettere su molti aspetti della vita.
12

Elena. Storia di Elena Colombo, una bambina sola nella Shoah

Rondolino, Fabrizio
Editore: Giuntina
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
Il 25 marzo 1944 Elena Colombo, dieci anni appena, è arrestata a Torino dalle SS. È sola: i genitori erano stati già deportati a dicembre. Nessuno di loro è tornato da Auschwitz. Molti anni dopo, Fabrizio Rondolino riceve un’e-mail dal Museo Diffuso della Resistenza di Torino: stanno preparando la posa di alcune pietre d’inciampo e hanno ritrovato, tra le carte della Delegazione per l’Assistenza degli Emigranti Ebrei, una lettera scritta nel maggio 1946 da sua nonna, Marcella Colombo. È una richiesta di aiuto per avere informazioni sulla sorte di suo fratello Sandro, di sua moglie Wanda e della loro figlia Elena. «Della bambina nessuna notizia mai» scrive Marcella. Rondolino parte da qui per ricostruire la breve vita di Elena, cugina prima di suo padre, l’unica bambina ebrea italiana che – come ha appreso durante le indagini – ha affrontato da sola l’arresto, la detenzione e la deportazione. È un percorso che attraversa archivi, testimonianze, fotografie sbiadite, nomi dimenticati. Un viaggio dentro la propria storia familiare alla ricerca di ciò che del passato continua a vivere, fosse anche solo un nome da ricordare.
13

Un uomo di poche parole. Storia di Lorenzo, che salvò Primo

GREPPI CARLO
Editore: Laterza
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
In “Se questo è un uomo” Primo Levi ha scritto: «credo che proprio a Lorenzo debbo di essere vivo oggi». Ma chi era Lorenzo? Lorenzo Perrone, questo il suo nome, era un muratore piemontese che viveva fuori dal reticolato di Auschwitz III-Monowitz. Un uomo povero, burrascoso e quasi analfabeta che tutti i giorni, per sei mesi, portò a Levi una gavetta di zuppa che lo aiutò a compensare la malnutrizione del Lager. E non si limitò ad assisterlo nei suoi bisogni più concreti: andò ben oltre, rischiando la vita anche per permettergli di comunicare con la famiglia. Si occupò del suo giovane amico come solo un padre avrebbe potuto fare. La loro fu un’amicizia straordinaria che, nata all’inferno, sopravvisse alla guerra e proseguì in Italia fino alla morte struggente di Lorenzo nel 1952, piegato dall’alcol e dalla tubercolosi. Primo non lo dimenticò mai: parlò spesso di lui e chiamò i suoi figli Lisa Lorenza e Renzo, in onore del suo amico. Questo libro è la biografia di una ‘pietra di scarto’ della storia, di una di quelle persone che vivono senza lasciare, apparentemente, traccia e ricordo di sé. Ma che, a ben guardare, sono la vera ‘testata d’angolo’ dell’umanità.
14

Cosa ho visto ad Auschwitz

Fajnzylberg, Alter
Editore: Einaudi
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
I diari mai pubblicati di Alter Fajnzylberg, un ebreo polacco sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, costituiscono un contributo straordinario alla ricostruzione storica della Shoah. Deportato ad Auschwitz-Birkenau con il primo convoglio partito dalla Francia nel marzo 1942, Alter subì uno degli orrori più terribili del nazismo: fu costretto a entrare nel “Sonderkommando”, il gruppo di prigionieri ebrei a cui toccava lavorare a contatto con le camere a gas e i forni crematori. Si tratta quindi di un documento di una potenza unica, probabilmente una delle ultime voci che arriveranno dall’orrore dei lager, che ci permette di fare luce su aspetti inediti della pagina più nera del Novecento. Fajnzylberg rievoca infatti in queste pagine la lotta interna al campo e il ruolo che lui stesso ebbe nella resistenza sotterranea, e ancora adesso perlopiù ignota, portata avanti dai “Sonderkommandos”: vere e proprie rivolte e azioni di guerriglia per sabotare la macchina della morte nazista. L’eccezionalità del suo ricordo è data non solo dall’essere stato uno dei pochi sopravvissuti tra i prigionieri addetti al compito più tremendo di tutti, ma anche dall’aver fatto parte del gruppo di internati che riuscirono a scattare le famose e sconvolgenti fotografie che ritraggono i recessi dei forni crematori. Una tra le testimonianze più importanti del Ventesimo secolo che, proprio come le parole di Fajnzylberg, nell’esibire l’oblio a cui sono state strappate, mostrano tutta la violenza messa in atto da chi aveva immaginato di annientare la memoria di quegli eventi e quegli uomini; la violenza di chi aveva programmato la cancellazione completa delle loro esistenze dalla Storia. «Durante il mio internamento nel campo sono stato picchiato e preso a calci. Sono sopravvissuto a questo orribile campo di morte, all’inferno hitleriano. Appartengo a un ristretto numero di individui che alla morte sono sfuggiti. Mi sono salvato per miracolo. Delle 1118 persone che sono state deportate da Compiègne, ne sono sopravvissute appena 25. Ho trascorso 5 anni nelle prigioni polacche al tempo di Rydz, Beck, Koc e simili tirapiedi. Ho trascorso oltre 2 anni nei campi di Saint-Cyprien, Gurs e Argelès. Ho passato 4 mesi in un altro campo [a Drancy], 3 mesi e mezzo a Compiègne e 3 anni ad Auschwitz e Birkenau. Lì sono diventato un vero «musulmano», ma il mio amico Szymon e l’infermiere Mietek, che lavorava al “Krankenbau”, mi hanno aiutato a uscirne, così come Jakub, che mi gettava del pane nella cella e, cosa ancora più importante, talvolta anche delle sigarette. Infine, sono sopravvissuto grazie alla nostra organizzazione clandestina. Ciascuno aiutava l’altro come poteva. Nei campi ci si organizzava la vita per combattere contro l’oppressore. Stringendo i denti e confidando nella vittoria della giustizia sulla barbarie chiamata nazionalsocialismo, siamo diventati uomini duri e animati da ideali per i quali più d’uno tra noi ha sacrificato ciò che aveva di più prezioso, cioè la propria vita. Che coloro che non ebbero l’onore di attraversare il paradiso hitleriano di Auschwitz, possano conoscere ancora un po’ di verità».
15

La bambina di Auschwitz

Friedman Tova; Brabant Malcolm
Editore: NEWTON COMPTON EDITORI
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
La storia vera di Tova, una tra i pochissimi ebrei a essere uscita viva da una camera a gas Tova Friedman è una delle più giovani sopravvissute ad Auschwitz. A soli quattro anni scampò alle esecuzioni di massa nel ghetto della città polacca in cui viveva insieme alla sua famiglia. A sei anni fu fatta salire su uno dei treni diretti verso l'inferno in terra e deportata nel campo di concentramento nazista di Auschwitz-Birkenau. Nonostante la giovane età, in quel luogo fu testimone di terribili atrocità e si trovò, come pochissimi altri hanno avuto la possibilità di testimoniare, dentro una camera a gas. In questo libro Tova Friedman racconta finalmente la sua storia.
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I cugini Meyer. Una nuova avventura di Max Fridman

Giardino Vittorio
Editore: Rizzoli Lizard
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto NARRATIVA a FUMETTI
«Non sempre la legalità corrisponde alla giustizia.» 12 marzo 1938, le truppe tedesche invadono l’Austria. In aprile, dopo un plebiscito, il Paese diventa una provincia del Terzo Reich e la vita degli ebrei si fa ogni giorno più penosa. Molti di quelli che ne hanno la possibilità decidono di andarsene, anche se espatriare è complicato, costoso e ricco di incognite. Per gli altri, la situazione continua ad aggravarsi; fra questi ultimi ci sono i Meyer di Vienna, lontani cugini dei Fridman di Parigi. Le drammatiche notizie della loro condizione raggiungono ben presto i parenti francesi, perciò è inevitabile che anche Max Fridman, lo voglia o no, ne resti coinvolto. In questa nuova avventura, la prima dopo quasi vent’anni, l’agente segreto creato da Vittorio Giardino vivrà sulla propria pelle gli orrori del nazismo.
17

Dossier K.

Kertész, Imre
Editore: Feltrinelli
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
“Dopo Auschwitz è superfluo giudicare la natura umana.” Scavando in profondità, interrogando il passato, Imre Kertész ripercorre la sua vita e la sua poetica, senza risparmiare nulla. A partire dalla notte della deportazione, quando vide la morte in faccia nella forma di una schiera di soldati ubriachi pronti a cogliere un qualunque pretesto per far fuori lui e la sua famiglia, fino al premio Nobel e alla vecchiaia. In mezzo, la liberazione dal lager e il ritorno in Ungheria, l’indicibile vergogna per essere sopravvissuto e il senso di inadeguatezza nei confronti di un mondo che non riconosce più. E poi, la scomparsa dei genitori, l’adesione al Partito comunista, l’era Kádár, la caduta del Muro di Berlino, i due matrimoni. A legare tutto questo, i romanzi scritti seguendo un’urgenza inspiegabile, annusando il cinturino dell’orologio perché “l’odore della pelle conciata di recente in qualche modo mi faceva venire in mente l’odore che si diffondeva tra le baracche di Auschwitz”. In questo dialogo tagliente, Kertész rifiuta ogni affettazione e ci consegna una memoria feroce, che getta alle ortiche il facile pietismo e lotta contro l’idea di una memoria “addomesticata” perché smetta di porci domande.
18

Le dissonanze

Bruck, Edith
Editore: Guanda
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto POESIA
C'è, nelle poesie di Edith Bruck, una lucida presa d'atto che molta vita è trascorsa. C'è un tempo presente attraversato da ricordi, malinconie. Ma c'è anche un tempo inquieto, senza pace e quotidianamente invaso dal passato di chi è sopravvissuto al momento più buio della storia del Novecento. Ed è sorprendente constatare come la lingua che racconta l'oggi è la stessa che racconta il passato. L'autrice non muta né lessico né registro, quando ricorda Auschwitz. Ma va avanti e indietro nella storia della propria vita con un inconfondibile sermo humilis. Si scava così, tra orrore e rappresentazione verbale, una sorta di iato, una «dissonanza», che mostra come solo una versificazione distante da fascinazioni retoriche è abilitata a parlare, con verità, di quell'orrore. Solo una lingua viva verbalizza un dolore vivo, insomma. Il sottofondo verbale sottile, costante e fondato su toni bassi e naturali, riconnette in modo implacabile l'adesso con l'allora. E dice come quel male è nella storia e tra noi, e gira da millenni e può riesplodere nel vivere di tutti i giorni. E va raccontato, riferito come qualcosa che è avvenuto e può avvenire qui e ora, tra di noi. Con le stesse parole che usiamo qui e ora e tra di noi. «Liberaci dall'estetica e così sia», recita un verso di Giovanni Raboni. Che, forse, è il commento più adatto a queste pagine.
19

Miracolo ad Auschwitz

Calvin Michael; Schiff Naftali
Editore: NEWTON COMPTON EDITORI
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
All'alba del 10 ottobre 1944, settecento ragazzi fra i tredici e i diciassette anni vengono condotti fuori dal Blocco 11 di Auschwitz. La notte precedente, dopo una visita del dottor Josef Mengele, una sola parola è stata impressa sui documenti che li identificano: gestorben, in tedesco “morto”. Quel mattino, venticinque guardie delle SS armate di baionette li portano al crematorio 5, li spogliano e li ammassano in una camera a gas. Quasi tutti vanno incontro al loro tragico destino. Ma cinquantuno tra loro vengono miracolosamente strappati alla macchina della morte nazista. Un caso unico: nessun altro prima era mai sopravvissuto alle camere a gas, nessun altro dopo ci sarebbe mai riuscito. Grazie alle testimonianze dirette – e inedite – di sei di loro, Michael Calvin e Naftali Schiff raccontano la storia vera e incredibile di quei ragazzi, a cui il destino diede una seconda possibilità di vita. Un tributo indelebile alla speranza e alla fratellanza nel momento più terribile della storia umana.
20

Il mediano di Mauthausen. Storia di Vittorio Staccione, il calciatore che si oppose al regime. Nuova ediz.

Veltri Francesco
Editore: Diarkos
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
Questa è la storia di un calciatore. Ma non un calciatore qualunque. Si chiama Vittorio Staccione, e la sua vita cambia radicalmente in un freddo pomeriggio d'inverno del 1915, nella Torino operaia. Ha appena undici anni e sta giocando a pallone insieme ai suoi amici del quartiere quando viene notato da Enrico Bachmann, il mitico capitano granata. «Ti andrebbe di allenarti con i ragazzi del settore giovanile?» Vittorio risponde di sì. Una svolta che è per sempre. In pochi anni diventerà un elemento importante del Torino, fino alla conquista dello scudetto insieme a campioni assoluti come Libonatti, Baloncieri e Rossetti. Ma alla passione per il calcio, Vittorio, spinto da suo fratello Francesco, alterna quella per la militanza politica, condotta dalla parte della classe operaia, dei contadini, degli sfruttati, di tutti gli uomini e le donne assetati di giustizia. Una scelta di resistenza che, in un periodo in cui la dittatura fascista inizia a perseguitare chi non si allinea al regime di Benito Mussolini, pagherà molto cara: nell’inferno sulla terra dei lager nazisti. Una vicenda di grande valore morale e civile, riscoperta e raccontata da Francesco Veltri grazie alla collaborazione di Federico Molinario, pronipote del “mediano di Mauthausen”, che ancora oggi risplende nell’esempio di dignità e lotta lasciatoci da Vittorio Staccione.
21

Etty Hillesum. Il racconto della sua vita

Koelemeijer, Judith
Editore: Adelphi
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
Il 9 marzo 1941, su consiglio del suo terapeuta Julius Spier, Esther Hillesum comincia ad affidare a un quaderno il doloroso tumulto dei suoi pensieri – la sua «costipazione spirituale», come la definisce con pungente humour. Non si conoscono suoi scritti anteriori a questa data, fatta eccezione per una lettera del 1936 all’amica Pim. Il 7 settembre 1943 Etty salirà con i genitori e il fratello Mischa su un convoglio diretto ad Auschwitz-Birkenau, immane città di schiavi, e di lei si perderà ogni traccia. Il folgorante diario di quei due anni, 1941-1942, sembra insomma esaurire la sua intera esistenza, quasi fosse il residuo di un rogo – o di un sacrificio. Non c’è un prima e non c’è un dopo. Eppure nel 1941 Etty aveva ventisette anni. Chi era davvero? O, per meglio dire, chi era stata prima che l’incontro con Spier la facesse rinascere? Interrogando instancabilmente innumerevoli documenti, testimonianze, carteggi, alberi genealogici e album di famiglia, Judith Koelemeijer è riuscita a colmare il vuoto che circonda il Diario, a dargli uno sfondo: a far luce sulla famiglia di Etty – «strepitoso miscuglio di barbarie e alta cultura» ed epicentro di un sisma psichico che travolgerà, oltre a lei, i fratelli Jaap e Mischa –, sugli studi universitari di diritto e sulla passione per la letteratura russa, sulla vasta rete di amicizie, sui molteplici, spregiudicati legami sentimentali («Ho spezzato il mio corpo come se fosse pane e l’ho distribuito agli uomini»), sulla sofferta decisione di lavorare alle dipendenze del Consiglio ebraico nel campo di Westerbork, dove vengono ammassati gli ebrei destinati alla deportazione e dove può sentirsi parte di un destino collettivo che occorre accettare: «essere presenti con tutto il cuore», questo solo conta.
22

Non si è mai ex deportati. Una biografia di Lidia Beccaria Rolfi

Maida Bruno
Editore: Einaudi
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
«Voglio vivere per tornare, per ricordare, per mangiare, per vestirmi, per darmi il rossetto e per raccontare forte, per gridare a tutti che sulla terra esiste l'inferno» (Lidia Beccaria Rolfi). Maestra elementare, staffetta partigiana, deportata a Ravensbrück, autrice di due importanti volumi sulla deportazione, Lidia Beccaria Rolfi è stata una figura fondamentale sia per la sua caparbia volontà di costruire una testimonianza femminile dell’esperienza concentrazionaria sia per la sua ribellione rispetto ai ruoli, alle convenzioni e al conformismo, all’esclusione. E questa biografia di Bruno Maida, che ne ripercorre l’intera esistenza, senza limitarsi alla vicenda concentrazionaria, dimostra l’eccezionalità di una delle grandi voci dell’orrore del Lager. Una «grande disturbatrice» che, al suo ritorno, ha rotto il muro di silenzio crea to attorno ai deportati dall’indifferenza di chi avrebbe dovuto ascoltare. Un saggio appassionato e appassionante che ci restituisce l’immagine di una donna forte e fragile al tempo stesso, che ha saputo elaborare senza pietismo e vittimismo la propria terribile esperienza e ha reso quel dolore una chiave per leggere il mondo.
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Verso destinazione ignota. Croazia, 1941: diario di una deportazione

Bruckner, Marco
Editore: Solferino
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
Quando Marco legge il diario della bisnonna Medea, da sempre patrimonio famigliare, sono passati ottant’anni dai fatti narrati in quelle pagine: la persecuzione degli ebrei nella ex Jugoslavia. I Bruckner-Eppinger sono membri della buona borghesia imprenditoriale di Zagabria, quando nel 1941 l’esercito tedesco invade la Croazia e prendono il potere gli Ustascia, le milizie fasciste. Da un giorno all’altro Medea, suo marito e i due figli si ritrovano cacciati di casa, separati, stipati sui convogli della deportazione. Comincia per loro un lungo e straziante viaggio tra campi di concentramento e di lavoro sul territorio jugoslavo. Il diario di Medea racconta tutto: la fame, il freddo, la paura per il destino del marito Carlo, il terrore che il figlioletto Bruno non sopravviva agli stenti e che la figlia adolescente Nada sia vittima delle violenze dei militari. Quasi un secolo dopo è proprio dal nonno Bruno, a Ferrara, che Marco va per scavare più in profondità in quella vecchia storia di famiglia, per capire meglio, per ricevere dalla viva voce di uno degli ultimi testimoni il racconto di quell’angoscioso passaggio di tempo, di quelle inaccettabili violenze. E scrive un libro unico, fondato su un documento storico prezioso e sull’esperienza diretta di chi ha vissuto quei giorni: un passaggio di memoria tra generazioni che porta un messaggio di impegno e resistenza.
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Prigioniero in Russia

Begin, Menachem
Editore: Giuntina
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
Mentre le nubi del secondo conflitto mondiale andavano annunciandosi all’orizzonte, Menachem Wolfovitch Begin e i suoi compagni dell’organizzazione giovanile sionista revisionista Betar si adoperavano per far emigrare quanti più ebrei possibile dalla Polonia in Terra d’Israele. Nel 1939, quando tedeschi e sovietici invasero la Polonia dopo il patto Molotov-Ribbentrop, Begin, colto completamente di sorpresa, lasciò rapidamente Varsavia con la giovane moglie per trovare rifugio a Vilna, in Lituania. Venne arrestato dalla NKVD, la polizia segreta sovietica, il 20 settembre del 1940 in quanto “sionista ed elemento controrivoluzionario”. "Prigioniero in Russia" racconta l’arresto, gli interrogatori e la deportazione di Begin in un gulag e rappresenta una testimonianza della tragedia collettiva vissuta dall’ebraismo europeo negli anni della Seconda guerra mondiale. Questa descrizione delle condizioni dei detenuti nei gulag è inoltre la prima testimonianza pubblicata in Occidente sulla realtà concentrazionaria nell’Unione Sovietica. Anticipava di tre anni le rivelazioni del XX Congresso del Partito comunista sovietico (1956) sui crimini di Stalin e di quasi nove anni "Una giornata" di Ivan Denisovic di Solženicyn. A ottanta e più anni di distanza dagli eventi narrati, in un mondo in cui i conflitti, tanto in Europa quanto in Medio Oriente, non cessano purtroppo di essere di drammatica attualità, "Prigioniero in Russia" continua a essere un implacabile atto di accusa contro il totalitarismo e un fortissimo atto di fede nella vita e nella sopravvivenza del popolo ebraico, dentro e fuori lo Stato d’Israele.
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Il dentista di Auschwitz. Nuova ediz.

Jacobs, Benjamin
Editore: Bibliotheka Edizioni
Reparto NARRATIVA
Sottoreparto BIOGRAFIE e STORIE VERE
"Il dentista di Auschwitz" parla delle origini del male. Berek Jakubowicz era un giovane studente di odontoiatria quando, nel 1941, fu deportato dal suo villaggio in Polonia e costretto a trascorrere ben cinque anni nei campi di sterminio nazisti. Un calvario che lo vide rinchiuso a Buchenwald, a Dora-Mittelbau e ad Auschwitz, dove rimase per quasi due anni e incontrò il tristemente famoso Josef Mengele. Questa è la sua storia, firmata con il nuovo nome che assunse negli Stati Uniti dove emigrò dopo la liberazione. Una storia cruda e sconvolgente come tutte quelle arrivate a noi tramite i sopravvissuti all'Olocausto. La cronistoria lucida e sofferta di chi sopravvisse al quotidiano orrore della vita nei lager.

Pubblicato in DATI il 09/01/2026