In un momento in cui il mercato del libro mostra segnali di rallentamento, c’è un dato che sorprende e allo stesso tempo indicativo: il segmento dell’editoria per bambini e ragazzi continua a tenere, e in particolare è la fascia della prima infanzia a trainare questa resistenza.
Lo sottolinea il numero di marzo 2026 del Giornale della Libreria, dedicato proprio al tema Crescere lettrici e lettori, in cui emerge come la fascia 0-5 anni sia oggi il vero motore del settore. Un dato che va oltre la semplice analisi di mercato e apre una riflessione più ampia: è nei primi anni di vita che si costruisce il rapporto con i libri.
Il valore dei libri nei primi anni di vita
Secondo l’analisi pubblicata nel numero, la crescita della prima infanzia è particolarmente significativa perché avviene in un contesto di calo demografico. Ci sono meno bambini, ma non diminuisce – anzi, si rafforza – l’investimento sui libri destinati ai più piccoli.
Questo significa che il libro continua a essere percepito dagli adulti come uno strumento fondamentale, non solo educativo ma anche relazionale e simbolico.
In questo contesto le scuole e le biblioteche sono il punto di partenza, i luoghi chiave in cui questo percorso può concretamente iniziare e consolidarsi. Le biblioteche in particolari hanno un ruolo fondamentale, non solo perché offrono accesso ai libri, ma perché, supportano i genitori nella scelta e costruiscono comunità attorno alla lettura. In altre parole, la biblioteca non è semplicemente un luogo di prestito, ma un mediatore culturale attivo.
In un sistema in cui la domanda è ancora guidata dagli adulti, il ruolo delle biblioteche diventa strategico: orientare, accompagnare, rendere accessibile.
Dalla fiera di Bologna alle pratiche quotidiane
Non è un caso che questi temi emergano con forza proprio in prossimità della Bologna Children’s Book Fair, il principale appuntamento internazionale dedicato all’editoria per l’infanzia.
La fiera rappresenta ogni anno un osservatorio privilegiato sulle nuove storie e i nuovi formati, sulla condivisione di strategie di lavoro e promozione di lettura, un importante momento di incontro tra chi crea i libri e chi li utilizza.
Questo importante momento di scambio e confronto è la linfa vitale che attiva poi, una volta fuori dalla fiera, una serie di azioni volte a trasformare le tendenze in pratiche.
Il dato più interessante che emerge dal Giornale della Libreria non è solo che la prima infanzia “funziona”, ma che rappresenta una leva strutturale per il futuro della lettura.
Se si costruisce un rapporto con il libro nei primi anni aumenta la probabilità di continuità nel tempo, si rafforza il ruolo della lettura nella vita quotidiana e si creano lettori più consapevoli .
Per questo motivo, investire nei servizi 0-6 – biblioteche comprese – non è un’azione accessoria, ma una scelta culturale e politica. Crescere lettori non è un processo spontaneo, richiede continuità, mediazione e cura di luoghi e spazi dedicati. Le biblioteche, insieme a scuole e famiglie, sono parte di questo ecosistema.
E proprio dalla prima infanzia passa una delle sfide più importanti per il futuro del libro: non solo avere lettori, ma costruirli nel tempo.
Tra gli scaffali e gli incontri della fiera abbiamo raccolto spunti, storie e nuove voci che meritano attenzione. La bibliografia che proponiamo è un invito a proseguire questo percorso: perché ogni libro offerto a un bambino è un passo in più verso la costruzione di un lettore consapevole.